Il 2025 non è stato “l’anno perfetto” per le vaccinazioni in Italia, ma è stato un anno utile per capire quali leve funzionano davvero quando l’obiettivo è proteggere la popolazione (e soprattutto i fragili) in un contesto complesso: co-circolazione di virus respiratori, domanda oscillante, differenze regionali, pressione sui servizi.
Questo bilancio non guarda solo alle coperture finali: mette insieme anche indicatori di processo (come organizziamo l’offerta, come sorvegliamo sicurezza e circolazione dei virus, come allarghiamo i canali) perché spesso è lì che si decide se i risultati migliorano o restano bloccati.
1) Il “pilastro pediatrico” resta solido (ma con margini di recupero)
Una delle notizie migliori è che il sistema vaccinale pediatrico continua a reggere: l’Italia mantiene livelli alti su molte vaccinazioni dell’infanzia, grazie a calendario strutturato, chiamata attiva e rete territoriale.
Detto questo, i dati pubblicati nel 2025 (relativi alle coorti più recenti disponibili) mostrano ancora scostamenti dall’obiettivo del 95% in diverse aree e per alcuni cicli. È un segnale importante: non basta “stare alti”, serve recuperare in modo mirato dove le coperture si assottigliano (ritardi, seconde dosi, richiami), perché sono proprio quei punti di fragilità che riaprono spazio al ritorno di focolai.
2) Sorveglianza respiratoria più integrata: meno “stagione singola”, più ecosistema
Nel 2025 si è consolidato un passaggio chiave: la sorveglianza dei virus respiratori è sempre più impostata in modo integrato (influenza e altri virus, con attenzione anche ai quadri clinici e alle forme severe). Questo approccio aiuta a leggere meglio l’impatto reale delle infezioni e a programmare la prevenzione con più flessibilità.
Per la prevenzione vaccinale, il valore è doppio:
- permette di calibrare messaggi e timing in base a ciò che sta circolando;
- rende più facile spiegare perché proteggere i fragili non è “solo influenza”, ma una strategia contro un insieme di rischi respiratori.
3) Influenza: piccoli segnali di ripresa nella popolazione generale (ma anziani ancora sotto obiettivo)
Nel 2025 i dati ufficiali disponibili per la stagione 2024/2025 indicano un lieve incremento della copertura nella popolazione generale, mentre negli anziani il livello resta lontano dai target di sanità pubblica. Questo è uno dei punti più istruttivi dell’anno: quando l’adesione non cresce nei gruppi che più beneficiano della vaccinazione, significa che non è solo un problema di “informazione”, ma di accesso, proposta proattiva e integrazione nei percorsi di cura.
4) Farmacie: la prossimità come moltiplicatore (quando è ben governata)
Uno dei driver che nel 2025 ha continuato a mostrare potenziale è l’ampliamento del ruolo delle farmacie nella vaccinazione (dove previsto dagli accordi regionali e dai modelli organizzativi). La logica è semplice: più punti di accesso = meno barriere logistiche, soprattutto per chi lavora, per i caregiver e per chi fatica a prenotare.
La lezione, però, è altrettanto chiara: la prossimità funziona davvero solo se è collegata a:
- registrazione puntuale nell’anagrafe,
- messaggi coerenti con MMG/servizi vaccinali,
- targetizzazione (fragili e categorie prioritarie prima di tutto).
5) Sicurezza: farmacovigilanza più “matura” e trasparente
Nel 2025 la comunicazione sulla sicurezza dei vaccini ha potuto appoggiarsi a un lavoro più consolidato di sorveglianza post-marketing. Il Rapporto Vaccini pubblicato nel 2025 (relativo ai dati dell’anno precedente disponibile nel report) aiuta a spostare la discussione dalla percezione (“ho letto che…”) a una base documentata: cosa viene segnalato, come viene valutato, quali segnali emergono e come vengono gestiti.
Per la prevenzione vaccinale, questa è una condizione necessaria: senza fiducia nella farmacovigilanza, anche l’offerta migliore perde efficacia.
6) Cosa, in concreto, ha “funzionato” nel 2025
Più che un singolo intervento, nel 2025 hanno funzionato soprattutto alcune architetture di sistema:
- Reti e canali multipli (servizi vaccinali, MMG, farmacie) quando coordinati e misurabili.
- Sorveglianza integrata dei virus respiratori, utile per programmazione e comunicazione.
- Trasparenza sulla sicurezza attraverso report e strumenti istituzionali stabili.
7) La vera sfida che il 2025 lascia in eredità: la “vaccinazione come parte della cura”
Il bilancio 2025 suggerisce una conclusione netta: la prevenzione vaccinale cresce quando smette di essere un evento stagionale e diventa una componente ordinaria della presa in carico, soprattutto per:
- anziani,
- cronici,
- immunocompromessi,
- persone con accesso sanitario frammentato.
Questo non richiede solo campagne migliori, ma processi: verifica dello stato vaccinale durante visite e dimissioni, chiamata attiva, recuperi fuori finestra, e governance del dato.
Riferimenti e link bibliografici
- ISS – EpiCentro, “Copertura vaccinale in Italia” (aggiornamenti 2024/2025, incluse coperture pediatriche): https://www.epicentro.iss.it/vaccini/dati_ita
- Ministero della Salute – “Dati coperture vaccinali Influenza” (stagione 2024/2025, aggiornamento 29 agosto 2025): https://www.salute.gov.it/new/it/tema/influenza/dati-coperture-vaccinali-influenza/
- Ministero della Salute – RespiVirNet, protocollo operativo stagione 2024–2025 (impostazione della sorveglianza): https://www.salute.gov.it/new/it/news-e-media/notizie/stagione-influenzale-2024-25-protocollo-operativo-respivirnet/
- Ministero della Salute – pubblicazione RespiVirNet (pagina con PDF del protocollo): https://www.salute.gov.it/new/it/pubblicazione/respivirnet-sorveglianza-epidemiologica-e-virologica-dei-casi-di-sindromi-0/
- AIFA – “Rapporto Vaccini” (pagina con elenco report, incluso Rapporto Vaccini 2023 pubblicato il 23/06/2025): https://www.aifa.gov.it/rapporto-vaccini
- ISS – EpiCentro, “Vaccinazioni 2025” (commento ai dati e sintesi su coperture): https://www.epicentro.iss.it/552/vaccini/2025
